Sempre di più si sta sentendo parlare di questo imponente sito di social network, e sempre più sta avendo consensi in tutto il mondo.
La stupenda trovata è venuta in mente a Mark Zuckerberg, studente universitario di Harvard. Il suo innocente scopo era quello si mettere in comunicazione tutti gli studenti delle università e dei licei, accaduto prima a livello locale espandendosi fino a livello mondiale.
Ma cosa si nasconde dietro face book?
Togliendo i suoi lati positivi, il sito che vi offre tutti quei bei servizi e tutti quei bei giochini, è un perfetto strumento di controllo mentale e sociale a grande scala.
I molti iscritti non si accorgono innanzitutto che la loro persona è trasformata in un mucchio di pixel colorati, che le loro idee, le loro espressioni sono velate da uno schermo luminoso.
Infatti quello della dipendenza dal web è un fenomeno in continua e rapida crescita. Secondo gli esperti, su Facebook, almeno 2 iscritti su 10 ne sono dipendenti mentre, secondo i dati di uno studio dell’Università di Perugia, su 10 persone 4 possono sviluppare abusi o dipendenza da internet, la maggior parte delle volte inconsapevolmente.
Ecco perché, dopo Cina e Stati Uniti, anche in Italia arriva un ambulatorio dedicato all’Internet Addiction Disorder, attivo dal 2 novembre all’interno del day hospital psichiatrico del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma.
Non parliamo poi del fatto appurato che tutti i contenuti di ogni partecipante, compresi i dati personali come nome, cognome, luogo di nascita, sono proprietà del sito che li può liberamente trasmettere a terzi per comunicazioni inutili e pubblicità.
E tra questi terzi ci troviamo in mezzo anche la CIA, agenzia di spionaggio americana, come chiaramente spiegato nelle condizioni di iscrizione.
Il sito quindi ha il compito di schedarti, di assimilarti a uno dei tanti, di farti inghiottire tutto quello che ti propone.
E face book è proprio l’emblema e la metafora di tutto ciò che ci circonda, in cui sempre di più veniamo sedati dalle notizie spazzatura che ci passano alla televisione, non potendo accedere a un tipo di informazione e di cultura libera dai canoni del potere, essendo solo, per loro, una schiera di individui uguali attratti dalla persuasione e non dalla vera conoscenza dello Stato di cose che ci influenza. Bisogna solo prendere coscienza di se stessi, delle proprie potenzialità e cercare di spezzare le catene dell’ignoranza imposta dall’alto e di risvegliare dentro di noi la mentalità critica ed attiva che sempre più si sta assopendo.
martedì 26 gennaio 2010
FACEBOOK TI HA TAGGATO!
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