martedì 26 gennaio 2010

PROPRIETARI DEL TUO PENSIERO

NO COPYRIGHT – COPYRIOT!
Le prime leggi sul copyright, introdotte oltre tre secoli fa come strumento di censura, diedero vita alla "proprietà nelle idee", proprietà che illudeva la tutela dell'autore ma in pratica assicurava gli introiti agli editori, regolava la competizione fra imprenditori e istaurava un monopolio che fino ad oggi lucra sulle opere dell'intelletto. "La proprietà nelle idee" nel contesto odierno, nel quale la comunicazione e le possibilità di riproduzione non sono minimamente paragonabili al passato, al solo pensiero dovrebbe provocare rabbia e dissenso. Siamo stati indotti a credere che le cose astratte debbano avere proprietario, ma se le cose concrete potessero essere usate da differenti persone in differenti luoghi in uno stesso tempo (come le cose astratte) avrebbe ancora senso definirne un proprietario? Per questo il concetto di proprietà non si può applicare che alle cose materiali. Fa comodo solo ai grassatori e ai parassiti d'ogni sorta (SIAE, ANICA, etc.) far credere che "copyright" e "diritto d'autore" siano la stessa cosa, o che la contrapposizione sia tra "diritto d'autore" e "pirateria", ma non è così.

NO SIAE – NO AL PIZZO SU ARTE E CULTURA
Cosa dovrebbe tutelare una società privata come la SIAE che impedisce, con pesanti tassazioni e procedimenti legali, la libera circolazione della musica e della cultura? Che prende soldi su qualsiasi opera creativa venga messa in commercio, anche se non appartiene ad un suo iscritto? Cosa tutela un monopolio che prende soldi su locali che vogliono fare musica live, sui biglietti dei concerti, sulle discoteche, sulle radio, sulle televisioni, sui pezzi di musica popolare e tradizionale? Che prende addirittura soldi sui supporti vergini! La risposta è chiara, tutela il proprio profitto contro ogni interesse pubblico, infatti l'80% degli iscritti alla SIAE ogni anno non riceve indietro i soldi che ha speso per "tutelare" i propri brani, ed è solo un 5% a guadagnarci davvero, e tanto.

ALTRE FORME DI TUTELA – COPYLEFT
Sulla scia del software libero, sono nate molte altre forme di tutela, che garantiscono (anche sul piano legale), il proprio diritto d'autore senza pesare sulle proprie spalle o su quelle di qualcun'altro quali: Licenze pubbliche come i Creative Commons, firme digitali, autospedizione, depositi... Chi crea lo fa per un'esigenza di comunicazione, è comprensibile che voglia assicurare la paternità della propria creazione, ma non la proprietà, il suo primo interesse dovrebbe essere quello di far girare la sua opera il più possibile. Si capisce allora il senso del copyleft: autorizzazione a far circolare e a diffondere le proprie opere gratuitamente, con l’impossibilità - senza un previo consenso dell'autore - di trarre profitto dalle opere d'ingegno altrui. Ragionare così non è solo più giusto ma anche più conveniente! Sempre più esperienze editoriali dimostrano che un simile sistema funziona, conciliando l'esigenza di un giusto compenso per il lavoro svolto da un autore con la tutela della riproducibilità dell'opera (vale a dire del suo uso sociale).

La musica e la cultura devono essere alla portata di tutti!

Non dare per scontato il copyright, la SIAE e la repressione, informati, scarica, leggi, fotocopia, scrivi, ascolta, suona, diffondi, vivi!

Nessun commento:

Posta un commento